Gratzias a Deus seo de Santa Rughe !!!

LE CONFRATERNITE DI AIDOMAGGIORE
Aidomaggiore, fin dal XVII° secolo, è stata caratterizzata dalla presenza delle Confraternite, quella del Rosario, del Santissimo e di Santa Croce.
Della Confraternita del Rosario non si conosce per ora la data precisa in cui si è formata nella nostra Parrocchia, ma già dal 1674 è provata la presenza, come documentato nel libro dei morti di quell’anno con un lascito a detta Confraternita. Si sa che le Confraternite del Rosario hanno avuto un forte incremento in seguito alla Vittoria di Lepanto contro i Turchi il 7 ottobre del 1571.
Questa Confraternita ha come finalità specifica favorire e solennizzare le feste più importanti della Madonna e le due feste del Rosario, della prima Domenica di ottobre e un tempo anche quella della prima domenica di maggio. L’abito è costituito dalla veste bianca, stretta ai fianchi da una fascia nera, della quale dovrebbe pendere la corona e da una mantellina nera.
Si ricorda che il bianco e il nero, sono i colori dell’abito dei Domenicani, grandi devoti e diffusori della devozione del Rosario. La Confraternita ha sede in una sagrestia propria, ella chiesa parrocchiale.
Della Confraternita del Santissimo Sacramento si sa che anch’essa era operante in Aidomaggiore già nel 1674, ma non si conosce la data di fondazione, in altre località era già diffusa anche prima del Concilio di Trento. Da noi è denominata “de Su Sennore” ed ha la finalità di incrementare il culto al SS. Sacramento. Le sue feste più importanti sono: Corpus Domini, Sante 40 Ore, Giovedì Santo; ogni terza domenica del mese i confratelli sono presenti rivestiti con il loro abito alla santa messa, per magnificare con la processione all’interno della chiesa e l’adorazione eucaristica, il Santissimo Sacramento.
L’abito è formato da una veste bianca, cingolo, mantelletta rossa con medaglione raffigurante l’ostia; la loro sede è presso una sagrestia propria all’interno della chiesa parrocchiale.
La Confraternita di Santa Croce sulla base delle conoscenze attuali sembrerebbe essere la più antica. Esisteva certamente prima del 30 aprile 1629, anno in cui la Confraternita venne associata all’Arciconfraternita del Gonfalone e dei Flagellanti Bianchi presente a Roma. Tale aggregazione venne creata mediante una Bolla Papale emanata da Papa Urbano VIII° su proposta del Cardinale protettore Francesco Barberini. La bellissima Bolla Papale è gelosamente custodita nell’Ufficio parrocchiale, dove può essere ammirata. In essa si dice che la finalità del pio sodalizio sia tener vivo e favorire il culto in onore del Mistero Pasquale di Gesù Cristo, cioè ricordare e onorare la sua Passione, Morte e Risurrezione. La Confraternita, associata a quella di Roma può godere di tutti i privilegi e favori spirituali accordati a quest’ultima. L’abito è composto da una semplice veste bianca, stretta ai fianchi dal cordone. Ha la sua sede presso la chiesa di San Gavino, dove si celebra la festa solenne del 14 settembre e fino al 1960 vi si celebrava anche quella del 3 maggio. Da qui partono le processioni della Settimana Santa e di Pasqua. La stessa Bolla Papale stabilisce come sede la chiesa di San Gavino. Secondo lo storico Angius si sa però che nel 1832, vicino alla chiesa parrocchiale esisteva l’oratorio di Santa Croce, probabilmente sede secondaria e più centrale e quindi più comoda per la Confraternita.
I Confratelli, per recarsi da San Gavino alla parrocchiale, onde poter partecipare alle celebrazioni, procedevano in silenzio, pregando e recitando il Miserere.
Tra i compiti più importanti di questi sodalizi, altrimenti detti, “Impreos”, vi era l’organizzazione delle cerimonie religiose della Settimana Santa, il periodo più significativo dell’anno liturgico.
Le tradizioni non si sono perdute, ed ancora oggi la Pasqua è molto sentita dagli Aidomaggioresi, che ne apprezzano strutture rituali ed aspetti spettacolari conservatisi inalterati nel tempo.
Particolarmente suggestive le cerimonie che vengono celebrate nelle vie del centro storico, a cominciare dalla via Crucis celebrata il Martedì Santo all’imbrunire. Il Giovedì Santo, invece viene portata in processione l’antica statua dell’Ecce Homo, (una rara effigie del Cristo flagellato, ne esistono solo altre due esemplari, una a Tortolì ed una ad Alghero nella chiesa di San Francesco); il Venerdì Santo viene celebrato il rito dell’Innalzamento della Croce e, la sera sul tardi il rito de “S’Iscravamentu” con la processione del Cristo morto, il tutto accompagnato dalle antiche e commoventi “Laudes” in sardo ed in latino, eseguite con grande perizia dal Coro a “Cuntzertu”.
Il giorno di Pasqua viene rappresentato il tradizionale “Incontru” tra la Madonna ed il Cristo risorto, accompagnato dal festoso suono delle campane della chiesa parrocchiale, in segno di Gloria.
La cerimonia dell’incontro fra le due statue è preceduta, fatto forse unico in Sardegna, dall’incontro fra i ventiquattro confratelli, appartenenti alle tre venerabili confraternite, che si scambiano, dopo un rituale che prevede tre inchini, un vicendevole abbraccio in segno di pace fraterna, che rappresenta l’abbraccio corale della comunità nel segno della gloria del Cristo Risorto. Mettiamo in evidenza, che seguendo un’antica tradizione, la piazza principale antistante la parrocchiale viene ricoperta, a cura dei componenti delle tre confraternite, di fiori di pervinca, come tappeto su cui dovranno camminare il Cristo Risorto e la sua Santissima Madre.
Non mancano i momenti di aggregazione, specialmente in occasione della festa in onore di Sant’Antonio abate, dove tutte e tre le Confraternite portano le tradizionali “Tuvas” da bruciare in onore del Santo e, alla conclusione della cerimonia, il tradizionale banchetto conviviale, con canti e balli tradizionali.
Le tre Confraternite inoltre, partecipano a tutte le processioni delle feste solenni, nonché a tutti i funerali della comunità, collaborando in maniera attiva a tutte le altre iniziative promosse dalla parrocchia e da Don Tonino, attuale Parroco, in modo particolare.
In una piccola realtà come la nostra, le Confraternite svolgono un’importante funzione sociale e culturale che si è tramandata nel tempo.
Il saluto (ndr) dei Confratelli ai Confratelli è “Bazi cun Deus” (andate con Dio) che in questa occasione Mario Atzori, autore, del testo rivolge a tutti.