Il D.D.L. n. 2485 (Diritto di Accesso ad Internet) va ripreso e sostenuto!

Durante l'Internet Governance Forum del 2010, a Roma Stefano Rodotà avanzò la proposta di inserire il diritto d'accesso a lnternet all'interno della Costituzione Italiana, come articolo 21bis. Il testo dell'articolo da inserire recita:

"Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale."

La proposta è diventata il disegno di legge n. 2485; è stata sottoscritta da sedici senatori e giace da qualche parte al Senato. Riteniamo utile cercare di fare un po' di pressing affinché riprenda il proprio iter parlamentare...:

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
d’iniziativa dei senatori DI GIOVAN PAOLO, PORETTI, PERDUCA,
CAROFIGLIO, Ignazio MARINO, SCANU, DELLA SETA, ADAMO,
MICHELONI, DELLA MONICA, COSENTINO, BASSOLI, BOSONE,
AGOSTINI, BUBBICO, SIRCANA, ARMATO, DE LUCA, MUSI, VITALI, FIORONI, AMATI, ANTEZZA, CARLONI, CASSON, DE SENA, PASSONI e CHITI

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 6 DICEMBRE 2010

Introduzione dell’ articolo 21- bis della Costituzione , recante
disposizioni volte al riconoscimento del diritto di accesso ad Internet

Onorevoli Senatori. – Il 29 novembre 2010 in occasione dell’ Internet governance forum Italia (IgfItalia 2010) il professor Stefano Rodotà ha proposto una modifica costituzionale per ampliare la sfera dei diritti fondamentali riconosciuti nel nostro ordinamento. Tale proposta contempla l’idea di inserire un articolo 21- bis nel dettato costituzionale per garantire l’accesso alla rete Internet a tutti i residenti sul territorio italiano partendo dall’assunto che l’accesso alle reti è diventato una componente essenziale della cittadinanza. L’articolo formulato, composto da 27 parole frutto di un lungo lavoro svolto dal prof. Rodotà, a partire anche da un confronto con il prof. Tullio De Mauro, recita « Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale».

Sull’importanza di Internet come promotore di democrazia si è già espresso il Parlamento europeo in una raccomandazione destinata al Consiglio del 26 marzo 2009 sul rafforzamento della sicurezza e della libertà fondamentali su Internet nella quale si legge al punto A.
«[...] l’evoluzione di Internet dimostra che esso sta diventando uno strumento indispensabile per promuovere iniziative democratiche, un nuovo foro per il dibattito politico (ad esempio per campagne elettroniche e il voto elettronico), uno strumento fondamentale a livello mondiale per esercitare la libertà di espressione (ad esempio i blog ) e per sviluppare attività commerciali, nonché uno strumento per promuovere l’acquisizione di competenze informatiche e la diffusione della conoscenza ( e-learning ) [...]»
Internet rappresenta un immenso spazio pubblico, il più grande che l’umanità abbia mai conosciuto [Rodotà 2004] ed è per questa sua natura che è stata individuata un’iniziativa di rango costituzionale per accompagnare il suo sviluppo con istituzioni adeguate e perché Internet , quale strumento possibile di democrazia partecipata, deve essere universale ed aperto, fondato sulla libertà d’espressione, sulla tolleranza e sul rispetto della privacy.
Ma il problema vero di Internet è di rendere fruibili tutti i suoi contenuti perché come sottolinea la sopra citata raccomandazione « [...] Internet ha anche ampliato la gamma delle fonti di notizie a disposizione dei singoli che possono ora attingere a un flusso di informazioni proveniente da diverse parti del mondo[...] Internet può rappresentare una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva e che, a tal proposito, l’accesso alle reti e ai contenuti costituisce uno degli elementi chiave; [...] sulla base del principio che ogni individuo ha il diritto di partecipare [...] a questo sviluppo, lottando contro le due nuove sfide dell’analfabetismo elettronico e dell’esclusione democratica nell’era elettronica ».
Il tema dell’accesso, in condizione di parità ed uguaglianza, alle nuove reti di comunicazione può essere uno dei temi caratterizzanti della nostra società contemporanea e il godimento di tale diritto si snoda attraverso le politiche poste in essere dal legislatore.
Un primo passo deve essere, ad esempio, lo sviluppo della banda larga per superare il divide esistente tra zone periferiche e aree urbane e per diffondere tutti quei servizi che caratterizzano la società dell’informazione, quali ad esempio l’apprendimento a distanza e i sistemi online della Pubblica amministrazione. Secondo l’allora vice ministro Romani, ora Ministro per lo sviluppo economico, solo il 45 per cento degli italiani, pari a 11 milioni e 200 mila, tra banda larga, smartphone, chiavetta USB, hanno un «reale» accesso a Internet , ed è una cifra ottimistica se si considerano la scarsa alfabetizzazione informatica e l’assenza del «ciclo educativo». La banda larga dovrà essere in un prossimo futuro la modalità per distribuire contenuti, ma la sola connessione non basta per conseguire un utilizzo più efficiente. Bisogna promuovere parallelamente un’alfabetizzazione informatica, alzare i livelli di scolarizzazione, perché nel nostro Paese molte sono le persone non ancora in grado di fruire di tutti gli elementi informatici esistenti e, oramai, la maggior parte delle attività si svolge online , per questo Internet si configura come un mezzo reale di partecipazione. Tutti i cittadini dovrebbero avere accesso alle informazioni su questioni di interesse pubblico e, dunque, ad informazioni che dovrebbero essere rese ampiamente disponibili per mezzo dello sviluppo di nuove tecnologie, perché se Internet si configura come un fenomeno globale, il suo concreto funzionamento è ancora strettamente legato alla dimensione statuale. Condividendo da tempo le riflessioni e le argomentazioni dei professori Rodotà e De Mauro e per la mia esperienza sulla democrazia partecipativa, con la pubblicazione del mio «Bilancio sociale. Impegni e rendicontazione delle attività di parlamentare, aprile-dicembre 2009», ho deciso di presentare questo disegno di legge che rappresenta una nuova opportunità per implementare i diritti costituzionalmente riconosciuti (articoli 2, 3, 4, 15, 21 e 42) affinché tutti i cittadini possano agire in condizione di uguaglianza, per promuovere i propri diritti (e conseguenti doveri) e poterne rivendicare dei nuovi per godere di un’arena elettronica da una parte neutrale e fruibile e per sviluppare un framework legale che offra chiare disposizioni in termini di privacy e proprietà privata.
Un disegno di legge, il presente, che serve ad evitare che avvengano incursioni da parte di chi considera Internet come un territorio dove si possano mettere impunemente le mani, nella sostanza negando proprio che si tratti di materia già accompagnata da una adeguata copertura costituzionale (Rodotà 2010).
La proposta di un articolo 21- bis , va nella direzione di ribadire ed espandere i princìpi costituzionali riguardanti l’eguaglianza e la libera costruzione della personalità.

DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
Art. 1.

1. Dopo l’ articolo 21 della Costituzione è inserito il seguente:

«Art. 21- bis . Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete Internet , in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire le violazioni dei diritti di cui al Titolo I della parte I.».