Fnailp Federazione Nazionale Architetti ed Ingegneri Liberi

Federazione Nazionale Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti

Attraverso il potentissimo strumento mediatico chiamato Facebook, da oltre tre anni si è costituito un movimento di persone e di idee denominato «FNAILP». Gli innumerevoli dibattiti avvenuti su mezzo mediatico hanno portato ad individuare una rosa di questioni centrali ed imprescindibili affinché si possa rilanciare e ricostruire una professione gravemente lesa e vilipesa dai luoghi comuni e dalle affermazioni demagogico populiste di miopi personaggi della politica e menzogneri “padroni” dei talk show nazionali. La FNAILP dispone e propone un pacchetto di riforme, diffuso sotto il nome di « Linee Guida per la riforma della professione intellettuale di architetto e di ingegnere ».
La FEDERAZIONE rimembra l’alto valore sociale e culturale delle prestazioni rese dagli ingegneri e dagli architetti; prestazioni macroscopicamente differenti da chi svolge un mero servizio commerciale o rispetto ad altri professionisti, attività intellettuali capaci di influenzare gli scenari economici nazionali, la vita e il lavoro di milioni di persone; prestazioni per le quali non può e non deve essere possibile una contrattazione al ribasso, come non può e non deve essere possibile una scandente qualità del servizio, che inevitabilmente comporterebbe gravissime conseguenze non soltanto ai danni della inconsapevole committenza, ma ai danni di una intera collettività. Prestazioni fatturate con il metodo “a piacere” portano alla inevitabile conseguenza della evasione fiscale, con ulteriore danno alle economie del Paese.
I minimi tariffari dei liberi professionisti rappresentano l’equivalente dei minimi salariali previsti nei contratti collettivi di TUTTI i lavoratori del pubblico impiego, rappresentano l’unico parametro di proporzionalità tra il lavoro e la retribuzione, un valore di dignità umana cui qualunque lavoratore non può rinunciare.
La prestazione professionale intellettuale non può essere considerata alla stregua di un bene di consumo materiale, nasce da presupposti totalmente differenti, è frutto di ingegno, di capacità culturali e mentali che non danno mai luogo a processi commerciali pedissequamente replicabili, o clonabili, con la conseguenza che l’onorario del professionista non può mai assimilarsi al “pretium rei”, ovvero al prezzo di beni commerciali, e quindi non può essere oggetto di “mercanteggio”, di vendita o di svendita!
La sostanziale differenza tra chi rende un servizio intellettuale e un commerciante, sta nel fatto che il cittadino mentre è in grado di riconoscere la differenza tra un chilo di broccoli buoni o meno buoni, un pesce marcio da uno buono, e dunque è capace di giudicarne il prezzo e stabilirne l’effettivo valore, invece non è in grado di riconoscere una prestazione intellettuale errata, fasulla, o frutto di un copia incolla, da una prestazione rispettosa dei tutte le migliaia di leggi nazionali, statiche, urbanistiche di sicurezza, termiche, acustiche, impiantistiche ecc. e mentre è lecito per un commerciante proporre a basso prezzo un prodotto più scadente NON è LECITO per un professionista proporre prestazioni scadenti o insufficienti pur di ribassare il prezzo! Ecco perché la liberalizzazione delle tariffe per architetti e ingegneri è un madornale errore frutto di false informazioni demagogico populiste.
Il cittadino/cliente ha il diritto di conoscere il costo certo di una prestazione, ha il diritto di avere la certezza che la prestazione sarà di livello qualitativo adeguato alla legislazione e alle normative vigenti, ha il diritto entrare in uno studio e di sapere che in qualunque altro studio potrà ricevere la stessa qualità e riconoscere al professionista la medesima tariffa fissa ed inderogabile, come fissa ed inderogabile è la rispondenza delle prestazioni intellettuali alle infinite regolamentazioni tecniche nazionali, ha diritto di sapere a priori il giusto prezzo da retribuire per una reale e regolare prestazione.
La Federazione ravvista gravissimi vizi nelle attribuzioni degli incarichi pubblici e privati, collusioni con uffici tecnici comunali, regionali, con politici di turno, che vedono da un lato l’accaparramento di commesse da parte di pochi “eletti” dal sistema e dall’altro il perverso sfruttamento di giovani e meno giovani. Sempre più frequentemente, negli uffici di talune imprese, professionisti “poco liberi”, stipendiati meno delle badanti, rendono falsamente prestazioni in cui deontologicamente sarebbe richiesta la terzietà e l’autonomia di giudizio, mentre di fatto, sono alle totali dipendenze del “padrone” generando delle evidenti incompatibilità che vedono il controllato verificato da un controllore suo dipendente !
Il progettista dipendente di una impresa viene ammaestrato al fine di realizzare il semplice profitto economico e la massima speculazione edile. Questo meccanismo è a sfavore dell’acquirente finale, di cui invece, il progettista/direttore dei lavori, o coordinatore della sicurezza, dovrebbe essere garante.
In Italia i professionisti tecnici laureati, unitamente a quelli semplicemente diplomati, che di fatto, paradossalmente, attraverso voragini legislative mai colmate, svolgono le stesse mansioni, sono 10 volte numericamente superiori a quelli delle altre Nazioni europee e del mondo, ciò crea una gravissima situazione di inoccupazione e di svendita e svalutazione del lavoro intellettuale. Ad accrescere questo fiume di persone ed ad amplificare maggiormente il problema, si sono introdotte nuove figure, gli iunior e i laureati mediante le cd convenzioni tra enti ed università che laureano dipendenti lavoratori in tempi improbabili e paradossali.
L’offerta eccede in maniera smisurata la richiesta; questo processo degenerativo produce il fallimento della categoria e lo squilibrio e l’inceppamento della macchina sociale, e nonostante questa verità, si propongono le liberalizzazioni, che rendono ancor di più selvaggio e perverso il lavoro, sminuendone le caratteristiche dignitarie !
A svalutare repentinamente le attività del libero professionista c’è anche l’atteggiamento scorretto di taluni dipendenti pubblici, che approfittando della posizione all’interno della macchina autorizzativa, o della visibilità rispetto alla committenza, svolgono lavori privati, e godendo di retribuzioni fisse possono ribassare i prezzi fino a lavorare per hobby, ledendo gli interessi dei cittadini a favore della speculazione edile e dello sfruttamento del territorio.
Ci sono poi i potentati economici delle imprese e della politica che decidono chi deve lavorare e chi deve restare a guardare, solitamente operando una scelta dettata da motivazioni esattamente antitetiche a quelle che vorrebbero protagonisti i migliori professionisti. Le imprese approfittando della svalutazione e del soprannumero speculano sulla “manovalanza intellettuale”, dettando condizioni spesso inferiori a quelle cui sono sottoposti gli extracomunitari senza permesso di soggiorno, creando di fatto “schiavi” pronti a tutto pur di sopravvivere nella giungla del libero sfruttamento e delle liberalizzazioni. Ecco che si redigono prestazioni ai limiti dell’incredibile, dell’inaccettabile; uno tsunami di dimensioni catastrofiche continua ad abbattessi sulla società, un bomba ad orologeria che provocherà danni incalcolabili : calcoli strutturali non verificati, calcoli termici ed acustici copiati di sana pianata, certificazioni energetiche fasulle, progetti irrispettosi della normativa urbanistica locale o nazionale, piani di sicurezza copia/incolla, direzioni dei lavori inesistenti, collaudi statici in corso d’opera fasulli, verifiche di sicurezza inesistenti, disperati chiamati stupidamente casta, che pur di lavorare son disposti a qualunque espediente o a qualunque retribuzione.
E’ noto ormai, ed addirittura legale, il meccanismo con cui dei “super uomini” con super poteri, creati ad hoc da una miope legislazione, possono dispensare incarichi per centinaia di migliaia di euro a professionisti “fiduciari” o meglio soci virtuali di minoranza!
Per gli incarichi privati è nota l’usanza che il costruttore si rivolga non già al professionista ma prima all’ufficio tecnico o all’assessore di turno, o addirittura al sindaco per chiedere quale fosse il professionista “convenzionato” che meglio avrebbe soddisfatto le esigenze dell’Ente che deve controllare gli elaborati e soprattutto approvare le concessioni.
Questo vergognoso stato di fatto crea i presupposti della FNAILP .
Un concerto in crescendo di donne e uomini, si riuniranno in tutte le province italiane, per fondare le sedi distaccate della Federazione Nazionale degli Ingegneri e degli Architetti Liberi Professionisti.
Raccoglieremo la determinatezza della stragrande maggioranza degli iscritti agli Ordini, perché la politica recepisca le istanze innanzi esposte e da esse scaturisca nell’immediato, leggi che siano il presupposto di un nuovo e rinnovato rispetto per le energie intellettive TUTTE di questo Paese.

IL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE

dott. ARCH. PASQUALE GIUGLIANO