IN RICORDO DEL PROF. CARLO FAILLACE, " L'UOMO CHE SFERRAVA I CAVALLI"

Il Prof ci ha lasciato..adesso sarà da qualche parte insieme ai suoi amati cavalli. NOI NON DOBBIAMO DIMENTICARLO, DOBBIAMO FAR CONOSCERE LE SUE OPERE E SOPRATUTTO AIUTARE GLI ANIMALI CHE HA LASCIATO. Leonardo Di Masi ora si sta occupando di tutto, ma è sfinito. Sta curando tutti gli animali, ma sono tanti e economicamente non ce la fa. Cavalli, cani e gatti che il Prof ha salvato nel corso degli anni e che noi ora dobbiamo aiutare in qualsiasi modo. Anche il tempo non aiuta, piove sempre e i cavalli stanno in parecchi cm di acqua. La tenuta del Prof. Faillace è nei monti delle Marche,vicino al piccolo centro di Apecchio. Abbiamo bisogno di una mano per mantenere i cavalli, i cani e i gatti.

Per chi non lo conosce,il Professor Carlo Faillace era uno studioso di storia e di letteratura, ha insegnato in Italia e negli Stati Uniti, condotto ricerche in Tailandia, viaggiato e soggiornato a lungo nel Medio Oriente. Oltre a questo, era uno dei più grandi conoscitori di cavalli che esistano al mondo. L'unico suo obiettivo nella vita è stato quello di aiutare i più deboli, animali umani e non.
Ha scritto vari articoli di carattere tecnico e tecnico-storico sull’equitazione, tutti pubblicati sulla stampa specializzata.
Ha scritto il saggio “Avremmo avuto Caprilli senza Paterni?” presentato al padiglione dell’UNIRE a Verona nel 2005.
Ha compilato il Codice degli Standard e dei Requisiti Minimi per il Benessere del Cavallo, presentato a Roma all’UNIRE e commentato in un bell’articolo da Giorgio Martinelli su Cavallo Magazine.

Presidente della Proequo,l' Organizzazione per la Protezione dei Cavalli, Carlo Faillace ha lottato tutta la vita contro ogni forma di violenza su tutti gli esseri viventi e, in maniera specifica, contro le violenze, gli sfruttamenti e gli abusi ai quali vengono sottoposti i cavalli nelle varie attività nelle quali l'uomo li impegna.
Il sito della Proequo potete trovarlo qui: http://www.proequoweb.com/index.htm
Si è dedicato a recuperare cavalli dismessi. Sono vari quelli che, scartati e destinati alla macellazione perché zoppi e inservibili, ha recuperato al cento per cento e ha potuto dare loro una vita felice.
Carlo era un uomo speciale, forse spesso incompreso proprio per il suo amore per gli altri, per chi era in difficoltà. Ai cacciatori sicuramente non stava simpatico, dato il suo impegno costante contro la caccia e contro ogni forma di maltrattamento sugli animali.
In uno dei suoi bellissimi articoli, il Prof scrive:

< La sofferenza, pur essendo in certo grado comune a tutte le forme di vita, costituisce l’aspetto fondamentale della condizione umana, sia nelle sue manifestazioni fisiche che in quelle psichiche. Se ci si guarda attorno dimentichi dei nostri egoismi, ci troviamo di fronte a delle realtà di sofferenza altrui dalle quali non ci si può sottrarre nè fuggire, fingendo d’ignorarle, non solo per una questione di sensibilità, ma sopratutto per nostro dovere>>.
Questo articolo venne scritto durante il viaggio in Birmania, della cui tragica situazione si occupò negli ultimi anni, scrivendo anche un libro dal titolo "Dramma birmano" (Edimond Editore).

Ci sarebbero tantissime cose da dire sul Prof, piano piano aggiungeremo articoli sulle sue opere e sulla sua vita. ADESSO DOBBIAMO PENSARE A TROVARE IL MODO PER CONTINUARE CIO' CHE LUI HA INIZIATO E NELL'IMMEDIATO, AIUTARE I SUOI AMATI ANIMALI. AL MOMENTO I CAVALLI HANNO POCHISSIMO FIENO, COSI COME I CANI E I GATTI HANNO POCO MANGIME. POSSIAMO INIZIARE DA QUI, POI LEONARDO CI FARA' SAPERE IN MANIERA PIU' SPECIFICA COSA SERVE.
GRAZIE A TUTTI